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Oggi, la pratica del tatuaggio è sempre più diffusa ed apprezzata. Uno studio dell’Istituto Superiore della Sanità, dà un’idea di tale apprezzamento: quasi 7 milioni di persone in Italia, hanno almeno un tatuaggio. Ad ogni modo, l’arte del tattoo ha origini molto antiche: parliamo di oltre 5000 anni. Nel 1991 sulle alpi Otzalet, viene infatti rinvenuta una mummia che si ritiene sia vissuta 5300 anni prima. Oetzi, questo il nome che le viene attribuito, ha il corpo ricoperto da ben 61 tatuaggi, realizzati sfregando il carbone su incisioni della cute. Probabilmente si tratta di tatuaggi terapeutici che hanno lo scopo di lenire il dolore avvertito in determinate parti del corpo.  
Dettagli sulla gamba della mummia Oetzi
  L’arte del tatuaggio è presente anche nell’antico Egitto e da lì probabilmente si diffonde anche a Roma, dove marchiare gli schiavi e i criminali diventa pratica di uso comune. Anche i cristiani, prima che la loro religione diventi egemone, si tatuano simboli religiosi come croci, per identificare il loro credo. Con l’imperatore Costantino, neo convertito al cristianesimo, le cose cambiano: la pratica del tatuaggio diventa proibita e ciò viene ribadito dal susseguirsi di bolle papali. La modifica del corpo, viene concepita come atto contrario alla creazione di Dio, considerata perfetta e dunque intoccabile. Il modello di pensiero della religione cristiana ha conseguenze su tutta Europa: la pratica del tatuaggio rimane limitata e confinata alla clandestinità per tutto il Medioevo.
Un’illustrazione tratta da ‘L’uomo Delinquente’ di Cesare Lombroso
Solo sul finire del 19 esimo secolo, il tatuaggio comincia ad uscire dall’ombra, pur rimanendo malvisto e relegato a categorie sociali basse. Indicativo di questa visione è il testo del medico Cesare Lombroso ‘L’uomo Delinquente’, del 1876. Come appare già evidente dal titolo, Lombroso dà al tatuaggio l’ennesima accezione negativa, bollandolo come indicatore di criminalità. Aldilà delle sue fuorvianti teorie, al medico si deve un enorme lavoro di catalogazione dei tatuaggi del tempo, sicuramente utile per avere una visione di stili e soggetti. Si dovranno attendere gli anni 90 perché il tatuaggio sia riconosciuto come una forma d’arte degna di considerazione e rispetto o quantomeno svincolato dai pregiudizi che lo colpivano un tempo.  
Tatuaggi Old School
   
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